"IL PARCO DELLE OROBIE BERGAMASCHE IN UN NETWORK EUROPEO:

DALLE TRACCE DELL’ORSO ALLA CENTRALITA’ DEI TERRITORI"

Il progetto di ricerca «Il Parco delle Orobie Bergamasche in un network europeo: dalle tracce dell’orso alla centralità dei territori», dalla durata triennale, è curato dall’Università degli studi di Bergamo e ha l’obiettivo di valorizzare il Parco in occasione di Expo 2015, attraverso la realizzazione dal sistema di mapping interattivoOrobiemap. Lo studio rappresenta l’evoluzione del progetto di promozione territoriale Sulle tracce dell’orso messo a punto dal presidente del Parco Yvan Caccia in collaborazione con comuni e enti dei territori delle Comunità Montane della Valle Seriana Superiore, della Val di Scalve e della Val Brembana, per un totale di 44 comuni.

 OrobieMap, questo il nome del sistema consultabile dal 16 maggio 2015 attraverso il sito del Parco http://www.parcorobie.itche permette di conoscere e analizzare l’area del Parco in maniera straordinariamente innovativa, consentendo ai cittadini di interagire ed essere protagonisti di un modello rivoluzionario di cittadinanza attiva. Il progetto ha, infatti, l’ambizione di coinvolgere gli abitanti per valorizzare le risorse naturali e culturali “s-Low” ossia quelle risorse che potrebbero essere valorizzate coniugando la mobilità aerea lowcost con la fruizionesostenibile del territorio e incentivando la propensione imprenditoriale in chiave europea e locale.

Fondamentale è il partenariato conil network interuniversitario europeo Centralità dei territoricon Université de Picardie - Amiens,Université de Compiègne,AngliaRuskinUniversity - Cambridge, Haute Ecole Provinciale Hainaut/Condorcet - Charleroi, Universitat de Girona, Fachhochschule Lübeck - University of AppliedSciences, Univerdad de Cantabria – Santander, coordinato da Emanuela Casti e composto dai geografi Renato Ferlinghetti, Alessandra Ghisalberti, Federica Burini, Sara Belotti, Eva Gabaglio, dagli ingengeri Filippo Gagliano e Dario Corna e dal tecnico laureato Andrea Azzini, oltre che da alcuni laureandi del corso di studio magistrale in Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici.

In questo primo anno di lavori, si sta procedendo alla messa in rete delle risorse naturali e culturali del Parco, in un’ottica totalmente sostenibile, così come previsto da Expo 2015, per poi proseguire con l’inserimento del sistema protetto orobico nella rete europea di ricerca, con larealizzazione del sistema di mappingOrobieMap e, infine, con le competenze di analisi territoriale dell’Università bergamasca, per promuovere una cultura scientifica aperta e accessibile alla cittadinanza mediante strumenti comunicativi ad hoc.

Nello specifico, il gruppo di ricerca ha avviato una progettazione turistica multiscalare tenendo conto della potenzialità offerte dalla presenza dell’aeroporto di Orio al Serio IlCaravaggio, della rete di risorse presenti nel territorio in un’ottica s-Low e della collaborazione interuniversitaria europeaCentralità dei territori, presentata lo scorso ottobre alla fiera Agri Travel & Slow Travel dell’Ente Fiera Promoberg. Successivamente, il Parco è stato inserito nel sistema cartografico SettebellezzeS-Lowche, oltre alle città europee del network,mostrerà il territorio bergamasco con particolare attenzione ad alcuni nuclei tematici(il Parco dei Colli e il verde agricolo urbano; la rete dei siti UNESCO lombardi; il costituendo ecomuseo dei castelli della Pianura bergamasca). Tra questi ultimi, l’OrobieMap uno speciale sistema cartografico, interattivo e multimediale, consentirà di visualizzare e interrogare in maniera dinamica i dati raccolti. Sarà così possibile attivare funzioni di pan, zoom-in, zoom-out e attivare pop-up per ottenere visioni di insieme ma anche alti livelli di dettaglio, alternando visioni prospettiche a quelle zenitali.

In particolare, vengonovalorizzate le risorse culturali(religiose e artistiche) ma anchei siti di heritage come edifici storici, musei ed ecomusei legati alle attività produttive e industriali delle valli (ad esempio: i cementifici, le manifatture tessili, la lavorazione del ferro e l’estrazione mineraria, in Val Seriana; l’attività termale, la produzione casearia o lo scambio transfrontaliero lungo la via mercatorum, in val Brembana), che hanno prodottouna particolare urbanizzazione, come quella della bassa Val Seriana;risorse naturali, ovvero quei siti che sono stati conservati in maniera particolarmente attenta, costituendo tuttora un patrimonio di pregio, unico nel suo genere, come: le risorse idriche, con le loro caratteristiche mineralogiche e termiche utili a favorire le attività tessili, cementizie o estrattive; le rocce calcaree, come quelle di Ardesio in alta Val Seriana utilizzate nell’edilizia, ma anche quelle orobiche, porose, che hanno permesso la creazione di grotte, forre e orridi, specie in Val Brembana, ma anche le aree protette, come il Parco del Serio nato da un coinvolgimento diretto degli abitanti, o quelle prodotte dalla Rete Natura 2000 (Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale).Senza dimenticare siti di pregio per loro biodiversità comequelli relativi alle cascate, o quelli che presentano alberi monumentali o opere di land art. Inoltre sono valorizzate lerisorse di micro-imprenditoria(sia ricettive sia di ristorazione), selezionate in base ai criteri di sostenibilità e tipicità (marchi di qualità,appartenenza a consorzi o network che promuovono i saperi e le competenze locali). Infine,è valorizzatala mobilità sostenibile dei principali itinerari della rete sentieristica, delle piste ciclopedonali, dei percorsi di heritage, delle vie antiche e della rete ferroviaria.

Un progetto, dunque, innovativo nel metodo partecipativo e nell’approccio reticolare che proietta Bergamo e le Orobie bergamasche in una prospettiva mondializzata che valorizza relazioni e connessioni.